10 agosto 2020

 

Dettaglio notizia

Mostra fotografica - Una Luce per gli Ultimi
(28-11-2014)

"UNA LUCE PER GLI ULTIMI"

Inaugurazione della Mostra fotografica di Matteo Biatta

Venerdì 28 Novembre 2014 alle ore 20:30

apertura mostra dal 28 novembre al 22 dicembre

Associazione For Art
Via Casazza 34 - Brescia

Interverranno:

Matteo Biatta
Andrea Faini - giornalista
Fra Luca Beato - presidente Associazione U.T.A. Onlus
Piero Buffa - chirurgo volontario a Tanguiéta

Per scaricare la locandina clicca qui

Afagnan e Tanguiéta sono divise da 700 chilometri e si trovano in due stati diversi dell’Africa occidentale, Togo e Benin, ma c’è un filo che le unisce: gli Ospedali costruiti sul finire degli anni sessanta dal Fatebenefratelli. L’ospedale di Afagnan venne inaugurato nel 1968, quello di Tanguiéta solo due anni più tardi, e da allora nelle due strutture vengono curati centinaia di pazienti all’anno; costituiscono gli unici punti di riferimento per popolazioni che, in alternativa, non avrebbero altra soluzione che affidarsi a stregoni di villaggio. Vedremo il caso di Rashid, bambino idrocefalo, su cui è stato eseguito un intervento per l’impianto di una valvola all’età di quattro mesi, mentre in Europa quest’intervento viene eseguito in tempi molto più rapidi. Insieme a lui incontreremo pazienti che vengono operati e curati per patologie che in Europa sono state debellate da decenni o, addirittura, non sono mai esistite. Le apparecchiature ospedaliere sono spesso obsolete, scarti provenienti da strutture europee e già mantenere un’accettabile condizione igienica tra i pazienti è una sfida quotidiana. I grandi giardini che caratterizzano entrambe le strutture non sono un ornamento, ma una necessità: i pazienti accompagnano al pronto soccorso il loro familiare e gli vivono accanto per tutto il periodo della degenza. Arrivando, spesso, da villaggi distanti centinaia di chilometri con mezzi di fortuna e trovandosi in condizioni di povertà assoluta, questa è l’unica soluzione disponibile. Tra loro ci sono cristiani e musulmani che convivono senza nessun attrito, affratellati dalla situazione di estrema difficoltà in cui vivono, condizione spesso inimmaginabile nel nostro continente. Matteo Biatta ha trascorso tra queste persone ventisei giorni, fotografando interventi chirurgici, reparti di degenza, terapie intensive e trascorrendo del tempo con i parenti che vivevano sotto un folto gruppo di manghi, nel cortile dell’Ospedale di Tanguiéta. Attraverso le immagini faremo un viaggio per scoprire l’incredibile dignità con la quale affrontano la malattia, senza cedere alla rabbia ma cercando una sempre nuova speranza di un domani senza dolore.