4 agosto 2020

 

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Comunicato stampa: stimolazione magnetica e miglioramento del linguaggio nei pazienti con malattia di Alzheimer.
(24-06-2010)

Una prestigiosa rivista pubblica i risultati di una ricerca italiana

Un altro traguardo importante nella ricerca per l’intervento non farmacologico sui malati di Alzheimer è stato raggiunto in Italia: attraverso uno stimolatore magnetico accostato alla testa, è stato possibile migliorare il linguaggio di pazienti affetti da tale patologia. La sperimentazione italiana, di recente pubblicata sulla prestigiosa rivista Journal of Neurology, Neurosurgery, and Psychiatry, è stata condotta da ricercatori che operano presso l’IRCCS Centro S. Giovanni di Dio-Fatebenefratelli di Brescia e l’Università di Brescia. Nel corso di questo studio, che prevede l’impiego di una metodica innovativa e del tutto innocua che si avvale di onde elettromagnetiche, è stato possibile osservare un miglioramento dei problemi di linguaggio che affliggono pazienti con malattia di Alzheimer.
Durante questa ricerca i pazienti venivano sottoposti a stimolazione magnetica, in corrispondenza di un’area del cervello che governa diverse funzioni e tra queste la corretta comprensione di frasi (la corteccia prefrontale), ossia la parte più anteriore del cervello, dell’emisfero di sinistra. Lo studio ha dimostrato che l’applicazione di sedute ripetute di stimolazione magnetica migliora l’abilità di comprensione in pazienti con malattia di Alzheimer e che questo miglioramento si manteneva fino a tre mesi dall’inizio del trattamento.
La ricerca è tuttora in una fase sperimentale, ma questi dati appaiono interessanti e promettenti e aprono la strada a nuovi studi sugli effetti terapeutico-riabilitativi della stimolazione magnetica transcranica nei pazienti con malattia di Alzheimer .